Davide Arduca nasce a Cinquefrondi, una piccola cittadina nel sud Italia, sviluppa il suo interesse per il cinema, mentre frequentava la scuola secondaria.
Nel 2018 si trasferisce a Roma, dove intraprende gli studi triennali all'Accademia di belle arti, frequentando la scuola di Cinema, Fotografia e Audiovisivo.
Anni in cui apprende e sviluppa il proprio linguaggio fotografico e multimediale, sperimentando i vari aspetti del cinema e prendendo anche parte alla progettazione e realizzazione di video installazioni collettive, in ambito accademico, diplomandosi in Fotografia e video nel 2022.
Nello stesso anno, scrive e dirige il suo primo cortometraggio, Mosca Bianca, in cui affronta, attraverso Janine, la protagonista affetta da alienazione mentale, il disagio sociale in cui si trova costretta a vivere. Maturando un particolare interesse per la scrittura e la regia cinematografica, decide di proseguire il proprio percorso accademico, iscrivendosi al corso di Teorie e tecniche dell’audiovisivo.
Nel 2023 da coautore scrive e dirige il cortometraggio indipendente “Il gioco delle parti”, il quale parla di un giovane impiegato che si ritroverà a fare i conti con una sconosciuta parte di sé. Nel 2024, scrive e dirige il cortometraggio “Claude”, collaborando con l’Accademia di belle arti di Roma e il docente Giancarlo Torri, film selezionato al Kuala Lumpur international Film Academy Awards 2024 e al First-Time filmmaker session 2025. La storia tratta di un giovane docente universitario claudicante, che ottiene il suo primo incarico da precario a Roma. Ben presto si ritrova difronte all’ennesima difficoltà, la disperata ricerca di un alloggio. Nello stesso anno, in ambito accademico, scrive e dirige, collaborando con altri 4 autori, la mini serie web “Speedy food” la quale parla di un fattorino, che si ritrova in una singolare concatenazione di insolite coincidenze, e per salvarsi si ritrova costretto a commettere vari omicidi. Nel novembre dello stesso anno prende parte alle riprese del film “À rebours, controcorrente”, come assistente alla regia di Angelo Antonucci. Nel 2025 collabora con la produttrice e regista Donatella Baglivo per il film biografico “Fellini, il fabbricante di sogni”, proposto al Cannes Film Festival e selezionato alla Festa del cinema di Roma 2025, per i film “Il futuro in una poesia”, “Monica Vitti, l’attrice che nacque due volte”, "Helmut Berger - Angelo e Demone". Lavorando poi a una nuova versione di montaggio del film “Un poeta nel Cinema: Andreij Tarkovskij”.
Nello stesso anno conclude il suo ciclo di studi, diplomandosi per la seconda volta, dirige “Eco”, il suo terzo cortometraggio di cui è anche autore, il quale parla di Nataša, ragazza russa che vaga tra i suoi ricordi e i campi desolati della terra più gelida del mondo, tra amore, echi di guerra e addii. Con esso vince il Lift Off global network 2025, viene poi selezionato al First time film maker 2025, e proiettato fuori concorso all’ottava edizione di festival Bulli ed eroi, in cui prende parte come membro della giuria. Nel 2026 ricopre nuovamente il ruolo di assistente alla regia con il regista Angelo
Antonucci, per il documentario "Red carpet all'italiana: Franco Mariotti Story".