My name is Michela Sartori, and my passion for telling stories and portraying life through images is stronger than any obstacle.
My journey began on the stage, through acting classes and theatrical performances.
I later made the decision to move to Rome to dive deeper into this world and turn my passion into a profession. It was there that I discovered what happens behind the camera: writing, directing, collaborating with the crew, and the art of crafting a visual story. I learned the profession on set, gaining hands-on experience in every role imaginable — from operating the clapperboard to handling the boom microphone. That apprenticeship remains at the heart of my approach to filmmaking today.
Although I learned immensely in Rome, the time came for me to return to Emilia-Romagna.
I studied directing and screenwriting at the Bologna Film Academy, and in 2011, I founded Ciak, my own production company, through which I create video content for public institutions, associations, businesses, and local communities.
In 2020, I had my first opportunity to explore the documentary genre—a powerful form of storytelling that connects research, memory, and people.
The first documentary I directed was Davanti a quel muro – La Rabbia e la Scelta (Facing That Wall – Anger and Choice), produced for the 40th anniversary of the Bologna Massacre. The following years brought new and inspiring projects: Un paese... la sua storia – 70 anni della Scuola Materna Maria Immacolata (A Village... Its Story – 70 Years of the Maria Immacolata Preschool), La Parrocchia di Toscanella – 100 anni di storia e oltre (The Parish of Toscanella – 100 Years of History and Beyond), and Villa Manusardi – Dove il tempo si fa memoria (Villa Manusardi – Where Time Becomes Memory).
In addition to documentaries, I also direct socially engaged projects, such as the short film Non stare al gioco (Don’t Gamble Your Life Away), which was selected by several national and international film festivals and received the Best Actor Award at the Couch Film Festival in Toronto.
Behind every project I create are stories that deserve to be heard, told, and passed down; vital issues that must be addressed to try and help those facing hardships; or simply, images crafted to move people and offer a moment of escape to anyone who takes the time to watch.
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🇮🇹 VERSIONE ITALIANA
Mi chiamo Michela Sartori e la passione nel raccontare storie e vita attraverso le immagini è più intensa e forte di qualsiasi ostacolo.
Il mio percorso è iniziato sul palcoscenico, tra corsi di recitazione e spettacoli teatrali.
Poi ho preso la decisione di trasferirmi a Roma per approfondire questo mondo e provare a trasformare una passione in professione. Ed è lì che ho scoperto ciò che accade dietro la macchina da presa: la scrittura, la regia, il lavoro di troupe e la costruzione di un racconto audiovisivo. Ho imparato il mestiere sul campo, lavorando in ogni ruolo possibile sul set — dal gestire il ciak all’asta del microfono — e questa gavetta è ancora oggi il cuore del mio metodo.
A Roma ho imparato tantissimo, ma era giunto il momento di rientrare in Emilia-Romagna.
Ho studiato regia e sceneggiatura all’Accademia del Cinema di Bologna e nel 2011 ho fondato Ciak, la mia casa di produzione con cui creo contenuti video per enti pubblici, associazioni, aziende e comunità del territorio.
Nel 2020 ho avuto la prima occasione di confrontarmi con il genere del documentario, un linguaggio che permette di unire ricerca, memoria e persone. Il primo lavoro che ho diretto è stato "Davanti a quel muro – La Rabbia e la Scelta", realizzato in occasione del quarantesimo anniversario della Strage di Bologna. Gli anni a seguire hanno portato nuovi progetti stimolanti: "Un paese... la sua storia - 70 anni della Scuola Materna Maria Immacolata", "La Parrocchia di Toscanella - 100 anni di storia e oltre" e "Villa Manusardi - Dove il tempo si fa memoria".
Non solo documentari, ma anche progetti di carattere sociale, come il cortometraggio "Non stare al gioco", che è stato selezionato in diversi festival nazionali e internazionali e ha vinto il premio al miglior attore al Couch Film Festival di Toronto.
Dietro ogni mio progetto ci sono storie che meritano di essere ascoltate, raccontate e tramandate; argomenti che vanno affrontati per provare ad aiutare chi ha un problema da superare, o semplicemente immagini create per emozionare e regalare un momento di svago a chi si prende il tempo di guardarle.