Experiencing Interruptions?

RAVONE

DCP Available

Una violenta alluvione ha travolto Bologna nel 2024. Seguendo il corso del torrente Ravone incontriamo le storie di chi l’ha vissuta, un coro di voci che esortano a riflettere sulle conseguenze emotive e materiali di questa tragedia, su come l’equilibrio di una comunità sia stato sconvolto e sul rapporto, sempre più fragile, tra uomo e natura. Un racconto locale che diventa racconto universale, una metafora dei corsi d’acqua alla ricerca del loro spazio vitale, sottratto dall’uomo per favorire l’urbanizzazione. Dino, l’ultimo ortolano rimasto, racconta come la fine della civiltà contadina abbia portato all’abbandono del territorio. Le sue parole sono un invito a ripopolare le colline, prendendosene cura.

  • Giuliana FANTONI
    Director
  • Giuliana FANTONI
    Writer
  • Laza
    Producer
  • Giuliana FANTONI
    Producer
  • Dino GIULIANI
    Key Cast
  • Gisella ARLOTTI
    Key Cast
  • Marco BUSI
    Key Cast
  • Giovanna PETICCHIO
    Key Cast
  • Leira FERNANDO
    Key Cast
  • Darna Lynne ADACI
    Key Cast
  • Bee Jay CABUDOL
    Key Cast
  • Giulia CESARI
    Key Cast
  • Gianni TRALLI
    Key Cast
  • Germana CICLONE
    Key Cast
  • Fabio MARZADURI
    Key Cast
  • Fausto MARZADURI
    Key Cast
  • Pietro DE TILLA
    cinematography
  • Giuliana FANTONI
    cinematography
  • Rosanna D'ALOISIO
    editing
  • Simonluca LAITEMPERGHER
    sound designer
  • Chiara TROIANO
    music composer
  • Pietro DE TILLA
    color grading
  • Studio ASCIONEMAGRO
    graphic designers
  • ROZIFILMS
    Production
  • Comitato Ravone Sicuro
    Collaboration
  • D-E.R. Documentaristi Emilia Romagna APS
    Collaboration
  • Canali di Bologna
    Collaboration
  • ENECE Film
    Collaboration
  • DOMUS Films
    Collaboration
  • Comune di Bologna
    Film contribution
    Patrocinio
  • BCC Emil Banca
    Film contribution
  • Consorzi Agrari d'Italia
    Film contribution
  • Project Title (Original Language):
    RAVONE
  • Project Type:
    Documentary
  • Genres:
    DRAMA, Environmental, ART, Social
  • Runtime:
    57 minutes
  • Completion Date:
    November 9, 2025
  • Country of Origin:
    Italy, Madagascar
  • Country of Filming:
    Italy
  • Language:
    Italian
  • Shooting Format:
    Full HD
  • Aspect Ratio:
    16:9
  • Film Color:
    Black & White and Color
  • First-time Filmmaker:
    No
  • Student Project:
    No
  • Digital Cinema Package:
    Available
  • VISIONI ITALIANE - Cineteca di Bologna
    Bologna
    Italy
    November 12, 2025
    Italian premiere
    Official Selection
  • CINEMA LUMIÈRE - Bologna
    Bologna
    Italy
    January 20, 2026
  • TREKKING ITALIA - Bologna
    Bologna
    Italy
    March 17, 2026
  • ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA - Rio de Janeiro
    Rio de Janeiro
    Brazil
    April 9, 2026
    Brazil premiere
  • UFRRJ - Università Federale Rio de Janeiro (Rassegna Cine Climatico)
    Rio de Janeiro
    Brazil
    April 14, 2026
  • CAI Club Alpino Italiano - Bologna
    Bologna
    Italy
    May 25, 2026
  • DI TERRA e DI CIELO - Filmstudio90 Varese e Legambiente
    Varese
    Italy
    June 6, 2026
    Varese premiere
Distribution Information
  • Open DDB - Distribuzioni dal Basso
    Distributor
    Country: Italy
    Rights: Theatrical
Director Biography - Giuliana FANTONI

Giuliana Fantoni nasce a Varese e vive tra Antananarivo e Bologna. Dopo gli studi di fotografia al C.F.P. Bauer di Milano, frequenta il corso per Autore di documentari presso Bottega Finzioni a Bologna. Lavora tra Italia e Madagascar come coordinatrice e selezionatrice del Madagascourt Film Festival, come regista, fotografa e produttrice esecutiva per la casa di produzione ROZIFILMS e come coordinatrice di APASER (Pan-African Alliance of Screenwriters and Filmmakers).
Ha diretto i cortometraggi “Shapes Recording” (2013), “La terza riva” (2015), “Celestino” (2021) e il mediometraggio “Ravone” (2025), selezionati in diversi festival.

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Director Statement

La sera del 19 ottobre 2024, a Bologna, si è verificata una forte alluvione. Diversi torrenti, tra cui il Ravone, sono esondati allagando strade e abitazioni. Due donne hanno rischiato di morire annegate e si è temuto per l’incolumità di una neonata. Il quartiere dove vivo ha subito danni ingenti, molte persone hanno perso tutto quello che c’è di caro e utile all’interno delle case e dei luoghi di lavoro.
La notte dell'inondazione mi trovavo in Brasile. Sono tornata a Bologna pochi giorni dopo e ho iniziato a raccogliere immagini e testimonianze, con il pudore necessario quando ci si avvicina a persone che hanno appena vissuto un trauma.
Il documentario è nato dall’urgenza di raccontare un evento senza precedenti nella storia recente della città, diventando così uno strumento di memoria collettiva.
Il film si apre con Dino, un contadino che ha vissuto tutta la vita sulle sponde del Ravone. Con lui attraversiamo la valle del torrente, tra colline oggi in stato di abbandono e tracce di un paesaggio un tempo coltivato e presidiato. Il suo percorso si conclude all’ingresso della tombatura in cemento, dove il Ravone scompare sotto la città.
In seguito lo sguardo si sofferma sugli oggetti sfigurati, sui luoghi svuotati e silenziosi, sui dettagli che attivano un’emozione o un’identificazione. I tempi filmici sono lenti, come i tempi interiori di elaborazione di una tragedia, di un lutto, dove non occorrono troppe parole.
Le interviste frontali ai cittadini colpiti restituiscono le conseguenze più invisibili dell'alluvione: la paura, il senso di impotenza, il timore che tutto possa accadere di nuovo. Dalle loro parole emerge come la casa abbia perso il suo significato di rifugio.
Nel film diversi archivi si intrecciano alla narrazione. Immagini fotografiche raccontano le colline della valle del Ravone coltivate e curate fino agli anni ’60. Una pellicola Super 8 privata evoca una natura fiabesca ormai scomparsa. Altri materiali filmici e fotografici mostrano i flussi d’acqua, che attraversano la città, come risorsa, prima delle grandi trasformazioni urbanistiche del secondo dopoguerra. Alle immagini storiche si affiancano quelle dei cittadini riprese durante la notte del 19 ottobre, frammenti diretti dell’emergenza. Il film si chiude su un ultimo materiale d’archivio legato alle colline. Questi archivi non ricostruiscono soltanto il passato, ma dialogano con il presente e con le testimonianze, lasciando affiorare, poco alla volta, ciò che resta dopo un'alluvione.