Optogramma
Un film su un'epoca ossessionata dal desiderio di dimenticare sé stessa. Senza più alcuna aspirazione al ricordo, la cronologia si abbandona al demone dell'accelerazione. Il grado di velocità è direttamente proporzionale all'intensità dell'oblio.
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Luca DelpianoDirector
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Luca DelpianoWriter
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Letizia RussoKey Cast"Voice-over"
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Gioele ValfréSound Design
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Lisa CortopassiGraphic Design
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Nicolò PilonAnimation Supervisor
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Luca DelpianoEditor
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Project Type:Animation, Experimental, Short, Student
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Runtime:6 minutes 47 seconds
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Completion Date:January 9, 2025
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Country of Origin:Italy
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Country of Filming:Italy
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Language:Italian
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Shooting Format:Digital
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Aspect Ratio:4:3
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Film Color:Black & White
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First-time Filmmaker:No
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Student Project:Yes - Dams Torino
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Finalist
Vedo roba. Ogni tanto faccio cose che si possono guardare. Morirò.
Scrivo di cinema per NoSignal Magazine e collaboro con la Polistudio, piccola casa di produzione specializzata in documentari. Proietto film nei posti più disparati con l'associazione culturale Cinedehors. Scrivo e dirigo cortometraggi.
Il titolo rimanda all’optografia forense, una pratica diffusasi ed esauritasi nel XIX secolo, che tentava di individuare un processo per recuperare e fissare l’ultima immagine registrata dall’occhio prima della morte. Gli scatti presenti nel video appartengono a Giovanni Tomatis, cineoperatore del muto torinese che ha collaborato a opere come Cabiria (G. Pastrone, 1914) e Maciste (G. Pastrone, 1915), i quali alternano materiale backstage di queste storiche pellicole a visioni paesaggistiche urbane e rurali. Il comune di Dogliani, dove Tomatis è vissuto e in cui è conservato il suo archivio, ha messo a disposizione circa trecento foto, delle quali ne sono state scelte ventiquattro. Il processo di animazione, elaborato con AI come Stable Diffusion e Looking Glass, porta le fotografie, dapprima fisse e nitide, a fondersi in un immaginifico amalgama indistinto e amorfo che rispecchia la volontà di riflettere sulla graduale corrosione cui la memoria sottopone gli eventi. L’essere umano, infatti, trattiene sulla retina l’immagine di un corpo, subito ben definita, poi sempre più sbiadita e confusa a mano a mano che il ricordo si allontana dall’episodio che lo ha generato. L’intenzione era di riuscire a rendere visibile lo scarto, il processo di degradazione per cui l’oggetto originale della memoria si deforma in un’immagine capace di sussistere indipendentemente dal suo referente.
"Strumenti e Pipeline Tecnica"
Per la realizzazione di questa animazione è stato implementato un sistema a base di AI utilizzando ComfyUI (1) , un software opensource basato sull'architettura a nodi che consente la manipolazione avanzata di immagini e video attraverso l’utilizzo di modelli basati su Stable Diffusion (2) .
Il processo di produzione ha seguito questi passaggi tecnici:
-Partendo da immagini di archivio con un determinato stile è stato allenato un modello personalizzato, addestrato specificamente su questo dataset tramite OneTrainer (3) , garantendo coerenza stilistica e tematica con il materiale sorgente.
-Per creare transizioni fluide tra i frame generati, è stato implementato un sistema di frame interpolation attraverso l'estensione ComfyUI-Frame Interpolation (4) , che ha permesso di ottenere collegamenti senza soluzione di continuità tra le immagini chiave.
-La sequenza risultante è stata quindi processata con AnimateDiff, nella versione ComfyUI- AnimateDiff-Evolved (5) , un modello specializzato nella generazione di movimento coerente e temporalmente stabile per le animazioni AI-generated. Tutto il progetto è stato quindi sviluppato, almeno nelle sue parti di animazione, utilizzando soltanto software Open Source e gratuiti.
1. https://github.com/comfyanonymous/ComfyUI
2. https://github.com/Stability-AI/generative-models
3. https://github.com/Nerogar/OneTrainer
4. https://github.com/Fannovel16/ComfyUI-Frame-Interpolation
5. https://github.com/Kosinkadink/ComfyUI-AnimateDiff-Evolved