Olive à la Coque
Olive is such a virtuous chef that he invented a dish that is almost impossible to cook. A mystery client shows up at his restaurant for dinner, ordering the chef's special. But troubles do not come alone: the owner's impatient and the sous-chef distractions are Olive's worst enemies.
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Tommaso BenefortiDirector
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Luca BertelliDirector
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Tommaso BenefortiWriter
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Matilde VenturiProducer
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Marco MenegonKey Cast"Olive"
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Andrea SavinoKey Cast"Terrì"
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Dario BallantiniKey Cast"Titolare"
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Sabrina LandiKey Cast"Cameriera"
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Marina CiucciKey Cast"Mystery Client"
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Francesco NutiniKey Cast"Cliente 4"
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Arianna MacherelliDirector of Photography
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Serena BartoliniEditor and VFX
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Danilo CiappiSound Engineer
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Federico CiompiSoundtrack Composer
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Luciano ManciniProduction Designer
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Sofia ZhengVFX Assistant
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Gabriele AliquòColorist
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Arianna MacherelliSound Mixing
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Melissa MartelliContinuity Manager
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Aina AparicioCamera Operators
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Cecilia DonatiCamera Operators
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Giuseppe CircelliCamera Assistants
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Stefano AntonucciCamera Assistants
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Matilde RinaldiBackstage
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Francesco TarantinoBackstage
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Matteo MalvezziPoster Designer
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Project Title (Original Language):Olive à la Coque
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Project Type:Short
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Runtime:9 minutes 26 seconds
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Completion Date:May 21, 2019
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Production Budget:388 EUR
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Country of Origin:Italy
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Country of Filming:Italy
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Language:Italian
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Shooting Format:Digital, AJA Cion Camera, 2K
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Aspect Ratio:21:9
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Film Color:Color
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First-time Filmmaker:No
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Student Project:Yes - Accademia Cinema Toscana
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Universo Corto XII EditionTuscania, Italy
Italy
July 27, 2019
Academic And University Short Award
Director, writer and film lover, he directed few short films and documentary after graduating in Screenwriting and Directing in three different Film Schools.
He's been working as director and First AD on several independent projects.
La cucina di un ristorante è un luogo frenetico che richiede precisione e un pizzico di sregolatezza. Un cuoco è costantemente concentrato (mente e corpo) su ciò che sta facendo. Il modo per coinvolgere lo spettatore e renderlo partecipe di quel mondo e di ciò che accade al suo interno, è quello di deformare con grandangoli sia i volti dei cuochi, sia il loro ambiente, ma soprattutto, gli ingredienti che devono lavorare. Questo anche per dare il senso di assurdità generale. Ci sono anche momenti di estremo rush che saranno rappresentati da un montaggio metodico, sezionando la scena in vari dettagli, isolati tra loro (i passaggi della preparazione di un piatto o i momenti di suspense tra personaggi). Olive sa muoversi in cucina e la regia dovrebbe poterlo seguire in questi suoi movimenti precisi. Ciò che conta veramente è poter controllare lo spazio che ci circonda. Muoverci come (e con) Olive con la massima libertà nel minor spazio possibile e con la massima precisione possibile. La cucina è il regno di Olive ed è per questo che non è la classica “sala operatoria” per il cibo. È il posto in cui si sente a casa e l’unico luogo che ama. Nonostante sia molto ordinata, si percepisce calore (non solo dei fornelli) e una cura amorevole anche per tenere a bada un luogo che lo fa sentire vivo ma che, per molti versi, gli è ostile. In totale contrapposizione è, invece, la sala del ristorante, nella quale l’apparenza regna sovrana e l’impostazione generale è molto più delicata ed elegante. Tutto è più fermo e meno animato e le forme sono ammorbidite (e appiattite) da una minore profondità di campo ma il tutto è effettivamente percepito come più rigido e distaccato. L’intero corto, come molte ricette, si basa sui contrasti: più se ne creano e più riusciamo ad amalgamarli bene per bilanciarli e non sembrare slegati tra loro. Più un piatto è ben equilibrato e saporito, più sarà buono.