Igor. L'eroe romantico del calcio
Football in the 90s is the football of champions who often approach mythical Greek heroes or charismatic Byronic characters aiming for the sublime, to the aid of the weakest.
The last romantic hero of that football is the passionate Igor Protti, the only player who has finished top scorer four times in Serie A (with a relegated team), Serie B and Serie C, that is, all the professional categories, and who has managed to make himself loved everywhere he has played, from Bari to Rome on the Lazio side, from Messina to Naples, up to Livorno, for which in 1999 he gave up a billion-dollar salary and easy success.
The film tells the story of his fascinating figure, starting from his sporting successes to simultaneously analyze his human and "romantic" appearance, as a symbol of a football and an Italy that no longer exist. And also, given the human and sporting history of the champion, also as a symbol and model for the new generations.
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Luca Dal CantoDirector
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Luca Dal CantoWriter
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Alberto BattocchiWriter
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Igor ProttiKey Cast
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Giuseppe SignoriKey Cast
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Fabio GalanteKey Cast
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Walter MazzarriKey Cast
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Eugenio FascettiKey Cast
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Michele SalomoneKey Cast
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Enzo TamborraKey Cast
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Luca SalvettiKey Cast
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Lamberto GianniniKey Cast
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Sandro TovalieriKey Cast
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Osvaldo JaconiKey Cast
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Cristiano LucarelliKey Cast
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Tommaso MelaniDirector of Photograpy
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Carlo BoscoOriginal Soundtrack
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Alberto BattocchiSound Engineer
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Luiza BaccelliAssistant Director
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Elisa BecchereAssistant Director
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Tommaso BecchereAssistant Director
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Luca Dal CantoProducer
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Alberto BattocchiProducer
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Gianni RussoDistributor
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Gabriele CostaDistributor
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Project Title (Original Language):Igor. L'eroe romantico del calcio
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Project Type:Documentary
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Genres:Drama, Sport, Biography, Documentary, Football, Soccer
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Runtime:1 hour 30 minutes
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Completion Date:August 31, 2025
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Production Budget:31,000 EUR
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Country of Origin:Italy
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Country of Filming:Italy
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Language:Italian
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Shooting Format:Blackmagic 4K Raw
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Aspect Ratio:16:9 (2.39)
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Film Color:Color
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First-time Filmmaker:No
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Student Project:No
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Digital Cinema Package:Unavailable
Distribution Information
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PianoB DistribuzioniDistributorCountry: ItalyRights: All Rights
Nato a Livorno, laureato in Linguaggio Audiovisivo, è regista e filmmaker. I suoi cortometraggi hanno ottenuto in totale oltre 120 selezioni e 27 premi in festival nazionali e internazionali. Il film breve “Il cappotto di lana” (2012) è stato uno dei cortometraggi italiani più premiati nel 2013 ed è stato invitato a una soirée del Cinèma Odyssée di Strasburgo, tempio del cinema indipendente europeo. Inoltre ha partecipato al Paris Courts Devant 2017 ed è stato distribuito in Francia e Inghilterra.
Il cortometraggio “Due giorni d’estate” (2014) (Two days in summer), invece, ha ottenuto 5 premi e oltre 30 selezioni ed è stato distribuito in tre continenti, oltre che invitato a partecipare a importante rassegne in storiche sale cinematografiche europee , tra cui il Kino di Berlino e l’Odyssée di Strasburgo.
L'ultimo cortometraggio “L’ultima figurina” (The last sticker) (2024) ha vinto la Mention d’Honneur allo Sport Movies&Tv FICTS 2024, oltre a 15 selezioni ufficiali in festival internazionali.
Nel 2012, inoltre, Luca Dal Canto ha vinto il Backstage Film Festival con il dietro le quinte di “10 regole per fare innamorare”, film di Cristiano Bortone con Vincenzo Salemme distribuito da Lucky Red.
Lavora dal 2006 come aiuto regia in film e serie, collaborando tra gli altri con Daniele Luchetti, Sergio Rubini, Enrico Oldoini, Francesca Archibugi, Matteo Oleotto e Claudio Noce.
Infine, come fotografo, ha realizzato nel 2014 il progetto “I luoghi di Modigliani tra Livorno e Parigi”, esposto a Livorno (2014), Pisa (Palazzo Blu 2014-2015), Torino (2015), Strasburgo (2016), Marseille (2021), Parigi (2022-2024). Della mostra è stato anche pubblicato un libro-catalogo, edito da Erasmo, con le prefazioni di Giorgio Cricco e Murielle Levy.
Il film nasce dal desiderio di raccontare una figura che appartiene non solo alla storia del calcio italiano, ma alla memoria emotiva di un’intera generazione che con lui è cresciuta e che, grazie a lui, ha vissuto emozioni altrimenti impensabili. Igor Protti diventa il punto di osservazione attraverso cui raccontare un’epoca – quella degli anni Novanta e dei primi Duemila – in cui il rapporto tra sport, identità e appartenenza era ancora profondamente legato ai territori, alle periferie e alle comunità.
Il racconto non segue il trionfo ma il tempo che viene dopo, quando i boati dello stadio si spengono e resta il legame tra un uomo e il suo popolo, anzi, i suoi popoli. Il film si apre infatti con il giorno dell’addio al calcio giocato, il 22 maggio 2005, e da quel momento procede per ritorni e stratificazioni della memoria, mettendo in relazione il presente con le immagini d’archivio e con i luoghi che hanno segnato la sua vita.
In questo percorso la figura del campione - e dell’eroe - si allontana dalla dimensione celebrativa per assumere quella di un uomo “solo” dentro il proprio tempo, in dialogo continuo con gli spazi che lo hanno formato. Il mare, elemento ricorrente nelle città in cui ha giocato, diventa una linea narrativa e simbolica che accompagna l’intero film: un orizzonte davanti al quale la carriera sportiva si trasforma in esperienza umana, fatta di attese, ritorni e appartenenze.
Accanto alla dimensione pubblica, il film cerca poi quella privata e quotidiana, costruendo un ritratto in cui il gesto sportivo lascia il posto allo sguardo, alle pause, anche ai silenzi, e alla relazione con chi ha condiviso quel percorso. Le testimonianze di compagni di squadra, allenatori, giornalisti e studiosi si intrecciano con le voci dei tifosi e con i luoghi delle città, trasformando il racconto individuale in una storia collettiva.
Nostalgia. Amore. Passione. Emozioni. Sono proprio le emozioni quelle che ho voluto far rivivere attraverso questo film. Perché, scusate, un eroe romantico cos’altro dovrebbe suscitare se non le più belle e tenere suggestioni che l’uomo può provare?
L’uso del materiale d’archivio, per il quale si è scelto di mantenere il tipico formato televisivo 4:3 che si fonde nostalgicamente con l’immagine cinematografica del racconto, non ha una funzione illustrativa, ma diventa materia viva che dialoga con il presente, come accade ai ricordi che continuano a esistere nel tempo di chi li ha vissuti.
“Igor. L’eroe romantico del calcio” è così un film sulla fine di un’età dello sport e sulla possibilità di un eroismo diverso, legato non alla vittoria ma alla fedeltà, alla fragilità, persino alla rinuncia per la scelta di aiutare caparbiamente i più “deboli”, sportivamente parlando; ma anche alla libertà di lottare per un obiettivo e sognare correndo a perdifiato sotto la curva dopo una rete, alla capacità di restare dentro la propria storia e dentro lo sguardo degli altri.