HUB on their own skin

A precarious couple lives in a trailer on the fringes of society. While he also works at night, she, unemployed and always alone, feels invisible and seeks help. But the intentions of those who are selfless are not always the best.

  • Francesco Barozzi
    Director
  • Francesco Barozzi
    Writer
  • Indaco
    Producer
  • Francesco Barozzi
    Producer
  • Giuseppe Sepe
    Producer
  • Angela Ciaburri
    Key Cast
    "Angela"
  • Giuseppe Sepe
    Key Cast
    "Beppe"
  • Beatrice Schiros
    Key Cast
    "Bea"
  • Marco Marzaioli
    Key Cast
    "Raspadori"
  • Project Title (Original Language):
    HUB sulla propria pelle
  • Project Type:
    Short
  • Runtime:
    19 minutes 24 seconds
  • Completion Date:
    October 30, 2022
  • Production Budget:
    80,000 EUR
  • Country of Origin:
    Italy
  • Country of Filming:
    Italy
  • Language:
    Italian
  • Shooting Format:
    Digital
  • Aspect Ratio:
    1.85:1
  • Film Color:
    Color
  • First-time Filmmaker:
    No
  • Student Project:
    No
Director Biography - Francesco Barozzi

Francesco Barozzi nasce a Modena nel 1982.
Da autodidatta comincia molto presto ad occuparsi di scrittura e regia.
Con i suoi primi cortometraggi, in particolare con la trilogia Diesis ed Ellie, viene selezionato a Locarno, Bolzano e Milano.
Nel 2012 fonda insieme ad altri cineasti emiliani il collettivo Sisma Emilia, con lo scopo di unire vari talenti emiliani del settore cinematografico.
Nel 2014 il collettivo realizza Tellurica – Racconti dal cratere, film a episodi sulla tragedia del terremoto emiliano. Barozzi scrive e dirige l’episodio Anniversario con protagonisti il grande Roberto Herlitzka e il premio Mariangela Melato, Beatrice Schiros.
Sempre nel 2014, con il film-documentario Tempo Vivo Tempo Morto, autoproduzione no-budget firmata insieme al direttore della fotografia modenese Nicola Xella, vince la sezione Wild Card Italia all’Overlook Film Festival di Roma.
Nel 2018 il suo lungometraggio L’ultima notte, ispirato ad un fatto di cronaca locale e interpretato da Beatrice Schiros, Francesca Turrini e Giuseppe Sepe, rientra nella selezione After Hours al Torino Film Festival di quell’anno. La redazione di FilmTV lo inserisce tra i 10 migliori film italiani inediti del 2018. Seguono diversi riconoscimenti nell’ambito dei festival cinematografici.
Insieme ai suoi collaboratori, co-sceneggiando da questo momento in poi con Natalia Guerrieri, filma nel 2018 il cortometraggio L’occasione di Rita, interpretato da Beatrice Schiros, dall’attrice di grande esperienza e Coppa Volpi 2013, Elena Cotta, e “la Santa” de La grande bellezza, l’attrice Giusi Merli.
Nel 2019 è la volta del cortometraggio Salse Connection, con Miro Landoni, attore che vanta una lunga esperienza di recitazione in teatro e volto noto delle produzioni audiovisive.
L’attività trova modo di proseguire adattandosi alle nuove norme di sicurezza imposte dall’emergenza pandemica, e nel 2021 filma il cortometraggio Hub - Sulla propria pelle co‑prodotto con Indaco. Protagonista è Angela Ciaburri, attrice in Gomorra, Yara e la serie televisiva Noi.
Nel 2022 Hub - Sulla propria pelle inizia il percorso di promozione nei vari festival cinematografici.

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Director Statement

La storia di Angela e Beppe è la storia di molti lavoratori precari che oggi vivono - letteralmente - ai margini della società.
L’elemento centrale del cortometraggio è la roulotte, che segna un punto di confine tra il mondo del lavoro - il capannone, con i suoi turni, le campanelle, le pettorine gialle - e quello domestico, dove si trova il conforto dato degli affetti famigliari e dal riposo.
Tutto ruota attorno a questa non-casa, questo veicolo usato come domicilio, risorsa e gabbia per la coppia, riparo e gogna. È il simbolo di una vita in bilico, ferma ad un bivio, sospesa nell’incertezza più totale. Di questo infatti parlano, fin dalle prime battute, i due protagonisti, domandandosi cosa ne sarà del loro futuro, se ci sarà un contratto anche per Angela e per quanto durerà ancora la loro condizione.
La parola “hub” indica un punto di congiunzione, uno snodo: è utilizzata per indicare un luogo in cui arrivano e da cui partono le merci oppure per indicare uno spazio in cui le persone sostano in attesa di ripartire. Tutti questi significati entrano - letteralmente e metaforicamente - nel cortometraggio.
La situazione di Angela e Beppe non è una situazione né unica né isolata, attorno a loro abita infatti una piccola comunità di gente sradicata che vive alla giornata, radendosi la barba e preparando il caffè nel parcheggio, cantando una canzone per rendere tutto meno assurdo e più normale, o forse solo per consolarsi e dimenticare il presente per qualche istante.
Camper, roulotte, case mobili. Lo spazio angusto intrappola questi personaggi nell’ansia asfittica della sopravvivenza quotidiana, appesi a un filo, dipendenti dal rinnovo o meno di un contratto. Basta poco per farsi cacciare e perdere tutto, un piccolo ritardo, un lieve problema di salute, soprattutto con una pandemia in corso a rendere ogni cosa ancora più difficile.
Topi e degrado, un parcheggio deserto dove aspettare da sola il compagno, alla mercé di individui con intenzioni poco raccomandabili.
Quando Angela inizia a temere per la propria incolumità, consapevole del fatto che la parete di una roulotte, quando è notte, non è granché come difesa, esterna i suoi timori al compagno invitandolo a riflettere se rimanere e accontentarsi di un solo stipendio continuando a vivere in quel posto, oppure lasciare tutto e sperare di trovare da qualche parte una nuova opportunità. Beppe è convinto che le cose cambieranno, e che sia necessario attendere pazienti. Angela senza un lavoro, chiusa in quello spazio angusto e spesso da sola, si ritiene un’invisibile, la sua vita è in bilico, sospesa nell’incertezza più totale.
È questo il conflitto che incrina il rapporto della coppia e che aggrava ancora di più la loro angoscia, un conflitto che sotto le questioni pratiche nasconde in realtà una dimensione esistenziale che non prevede dei vincitori.