C'era una volta il Cinema Azzurro Scipioni
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Lorenzo NegriDirector
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Lorenzo NegriWriter
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Lorenzo NegriProducer
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Silvano AgostiKey Cast
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Ennio MorriconeKey Cast
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Mario MonicelliKey Cast
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Bernardo BertolucciKey Cast
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Abel FerraraKey Cast
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Michelangelo AntonioniKey Cast
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Nanni MorettiKey Cast
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Carlo VerdoneKey Cast
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Fabio VoloKey Cast
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Stephen QuayKey Cast
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Timothy QuayKey Cast
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Carlo LizzaniKey Cast
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Liliana CavaniKey Cast
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Francesco "Citto" MaselliKey Cast
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Sergio RubiniKey Cast
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Vittorio StoraroKey Cast
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Nicola PiovaniKey Cast
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Gigi ProiettiKey Cast
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Giuliano MontaldoKey Cast
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Alejandro JodorowskyKey Cast
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Franco NeroKey Cast
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Paolo TavianiKey Cast
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Vittorio TavianiKey Cast
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Gianni AmelioKey Cast
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Mario MartoneKey Cast
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Laura BettiKey Cast
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Giuseppe BertolucciKey Cast
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Franco PiavoliKey Cast
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Enrico GhezziKey Cast
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Paolo BenvenutiKey Cast
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Adriano ApràKey Cast
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Mario CiprianiKey Cast
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Nicola PiovaniMusic
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Project Type:Documentary
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Runtime:1 hour 35 minutes 25 seconds
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Completion Date:September 30, 2022
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Country of Origin:Italy
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Language:English, Italian, Spanish
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Shooting Format:Betacam, DVPAL, FullHD, 4K
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Aspect Ratio:16:9
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Film Color:Color
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First-time Filmmaker:No
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Student Project:No
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2022 Rome Film FestRome
Italy
October 22, 2022
Rome Film Fest -
2023 Rome Independent Film FestivalRome
Italy
October 19, 2023
Official selection
Lorenzo Negri nato a Roma il 27/01/1967, si è diplomato in telecomunicazioni nel 1985. Esordisce come attore nel film Quartiere di Silvano Agosti, presentato in concorso alla Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia nel 1987. Collabora successivamente con lo stesso autore in Uova di garofano (1991), in qualità di assistente operatore, e in L'uomo proiettile (1995), come assistente alla fotografia. Nel 1994 si trasferisce stabilmente a Montréal dove cresce professionalmente nell’arco di 12 anni, da Focus puller a operatore di macchina anche nel formato IMAX, e diventa direttore della fotografia. Realizza i suoi primi corti The Last Man (1995) vincitore al 13sima edizione del Annual Visions of U.S. Home Video Competition, amministrata dall’ American Film Institute, poi Tempo (1996) presentato al Montreal World Film Festival e in competizione al Torino Film Festival. Naturalizzato canadese nel 1998, torna in Italia nel 2007 e co-dirige con Carmelo Albanese il documentario Caro Sociologo sui movimenti politici dal 1968 al 1978 in Italia. Riprende la sua storica collaborazione con Silvano Agosti che gli affida la supervisione al restauro di nove film della Fondo Agosti dell’Istituto Luce. Nel corso di oltre 30 anni ha filmato la più parte dell’archivio audiovisivo del Cinema Azzurro Scipioni, dove sono stati ospiti i più grandi autori del cinema italiano e internazionale. Con la riapertura post-Covid e il rilancio del Cinema Azzurro Scipioni ad opera della BNL, gruppo BNP Paribas, nel 2021 Silvano Agosti gli affida la continuità della storica sala romana. Nel 2022 realizza il docufilm C’era una volta il Cinema Azzurro Scipioni con un cast stellare di grandi cineasti, una rievocazione dei momenti più significativi dagli anni ‘90 del secolo scorso a oggi, avanti e indietro nel tempo con un Agosti protagonista assoluto.
La storia dell'Azzurro Scipioni ha un aspetto leggendario e fiabesco in cui i VIP non camminano su tappeti rossi. Per dirla alla Marquez, ho voluto restituire alla narrazione il realismo magico e autentico di quei momenti che hanno segnato la vita di questo singolare cinema. Questa chiave interpretativa mi ha aiutato a navigare tra le centinaia di ore dei miei materiali di repertorio. Dunque ho scelto una narrazione su diversi piani temporali che si alternano e si intrecciano secondo dei temi generati dalla forza aggregante di diverse sequenze, che è praticamente fisiologica. Anche le immagini si prestano stilisticamente a questa scelta perché i materiali d’archivio documentano l’evoluzione dei supporti analogici fino al digitale, dall’Umatic al Betacam dal Video Hi8 al MiniDV fino al FullHD e per ultimo il 4K.
In una scena tagliata Giuliano Montaldo dice ad Agosti che un bravo regista deve saper recitare per parlare con gli attori e aggiunge: “Allora immaginiamo un film con interpreti dei registi come Maselli, Agosti, Moretti o Verdone, che conoscono bene il gioco di a-me-gli-occhi!”. Di questo concetto ne ho fatto un canone sfruttando la forza espressiva dei registi che qui sono loro i personaggi in scena. In senso narrativo l’intreccio è costruito sull’associazione di idee e di temi ricorrenti come il concetto di Autore di Cinema (così caro ad Agosti), del cinema come mezzo di ricerca e di introspezione, l’impatto della rivoluzione digitale sui cinematografi e sul linguaggio cinematografico, e la visione dei capolavori restaurati in un contesto museale.
Ho cercato di visualizzare la singolarità del Cinema Azzurro, della sua vita, attraverso elementi iconici come la cabina di proiezione, le bobine, la moviola e la cinepresa esposte nella sala Chaplin, ma anche l’arrivo del regista tanto atteso, il cui volto è ulteriore rimando alle note immagini dei suoi film. Con C’era una volta il Cinema Azzurro Scipioni il mio intento è quello di ricordare una sensazione a chi è entrato in una sala almeno una volta nella sua vita, e cioè quella piccola stretta che prende al cuore quando la luce si spegne e il film comincia.